CARPI AZZURRA
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CARPI AZZURRA
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I NOSTRI SOLDI
+ Il Sindaco ogni anno devolve 1.032€ a Federconsumatori (affiliata CGIL) per una indagine sui prezzi al dettaglio. Forse è anche grazie a questo che Carpi è così cara?
+ Ogni anno all’Istituto Storico per la Resistenza di Modena vengono erogati 12.000€. FI ha proposto che il finanziamento non sia annuale ma finalizzato ai progetti realizzati, il che significa “pago solo quello che utilizzo”. Ovviamente hanno detto di no.
+ Ad Ottobre le domande di inserimento di bambini agli asili nido non soddisfatte erano 140 di cui 61 i casi con entrambi i genitori occupati. La percentuale di copertura del servizio è pari al 70%, ma la cosa più preoccupante è la mancanza di una strategia per migliorare tale situazione.
+ Nell’ultimo assestamento al bilancio è stato annunciato con toni solenni l’aumento del Fondo sociale per l’affitto, richiesto a gran voce dai consiglieri-sindacalisti durante la discussione di Settembre per un importo di ….10.000€. Pare una miseria se rapportato ad altre spese sostenute ad es: lo “studio sulla conciliazione dei tempi” 40.000€, “progetto di studio per soluzioni abitative alternative al campo nomadi” 20.000€, la Rassegna “Lo schermo e il leggio” 40.000€, ecc.
+ Per costruire la rotonda tra via dell’Industria e via Guastalla sono stati stanziati 2 Milioni di euro. Occorre abbattere e ricostruire due case , una delle quali completamente ristrutturata da non molti anni. Il permesso per la ristrutturazione è stato dato dal Comune ma a pagare oggi sono tutti i carpigiani.
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… a portare l’Italia fuori da parametri di Maastricht “ non è stato il governo Berlusconi, bensì l’ultimo governo di centrosinistra guidato da Giuliano Amato”. E’ una delle tante chicche disseminate nel nuovo saggio del sociologo torinese Luca Ricolfi, l’analista di sinistra ritornato in libreria con lo studio “Perché siamo antipatici.La Sinistra e il complesso dei Migliori” (Longanesi). Ricolfi non si è accontentato di analizzare i problemi di comunicazione, ma si è spinto più in là. C’è una risposta anche al catastrofismo dei leader dell’Unione che hanno accusato il premier di aver “ portato l’Italia alla decadenza”. Soltanto lo scorso dicembre Romano Prodi gridò che “ il Paese è da rifare dalle fondamenta”. Ricolfi sostiene peraltro la tesi di un declino del sistema Italia risulta “ pienamente confermata” se si lavora su indicatori come prezzi, export e tassi di crescita. Ma ecco la sorpresa. “Il declino stesso- scrive il sociologo- risulta essere iniziato nel 1996, dunque nell’anno della vittoria dell’Ulivo, e non nel 2001,ossia con il ritorno di Berlusconi al governo”. Una coincidenza non augurale per il Professore, che si ricandida a guidare il Paese a dieci anni di distanza, anche se l’inizio della perdita di competitività dell’Italia viene attribuita alla fine della svalutazione della lira. Per Ricolfi le vere colpe del centrodestra sono altre: le cosiddette “leggi ad personam”, le nomine negli enti pubblici, il federalismo. Ma alla fine qualche conto antiberlusconiano non torna nemmeno al docente universiatario. Che allora torna a inquadrare nel mirino chi ha avuto il potere di agire, ma non l’ha fatto. “Furono i governi di centrosinistra a non varare una legge seria sul conflitto di interessi. Fu il governo Prodi a “salvare” Rete 4 dalla sentenza della Corte Costituzionale. fu il governo Amato a fare passare- in zona Cesarini e a colpi di maggioranza- una discutibilissima riforma federalista della Costituzione”. Insomma a ognuno le proprie responsabilità. (Il Giornale) |
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