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TEATRO della MURATA e Gruppo Danza ANFFAS

L’Associazione Nazionale Famiglie Fanciulli e Adulti Disabili Intellettivi di Mestre presenta “La Guerra dei Colori”, balletto-fiaba di Matilde Tudori (Regista e Coreografa).

 Protagonista di questa fiaba è Nicolina, una venditrice, “sognatrice e un po’ pittrice” che vende colori di tutte le forme, dimensioni e sfumature. Un giorno però tra i colori si scatena la guerra, ognuno vuol primeggiare sugli altri. Direttamente coinvolta, la povera Nicolina cercherà di adeguarsi al regno del rosa, poi del giallo, poi dell’azzurro ma… qualcuno trama cosa terribili… chi è quel misterioso personaggio grigio che si aggira furtivo?

Alle parlate in rima della nostra protagonista si alternano danze, trovate teatrali, momenti di coinvolgimento pubblico, e… suspance… Riuscirà Nicolina a riportare la pace  tra i colori? E con quale stratagemma?… forse saranno i bambini ad aiutarla?

Fin troppo esplicita la metafora della pace al disopra delle differenze razziali, l’invito all’armonia, ma soprattutto deve far riflettere i bambini il comportamento di Nicolina che non può e non deve essere passivo. Per salvare la pace ci vuole l’impegno personale di ciascuno.

Interpreti dello spettacolo sono, accanto ad attori e ballerini professionisti, i ragazzi del GRUPPO DANZA ANFFAS –Alessandra, Alessandro, Ludovica, Manuela, Marco, Stella- che da più di dieci anni portano sulla scena, anche all’estero, il frutto del loro costante impegno nello studio della danza, con il raggiungimento di livelli sia tecnici che artistici di grande qualità.

L’attività di danza, svolta nella nostra associazione, non vuole e non deve essere qualificata come danza terapia, ma come proposta di educazione attraverso la danza, che porti anche momenti di normalità ludico educativa e di partecipazione.

La danza per il portatore di handicap non può essere comunque proposta in modo aspecifico e senza criteri metodologici: deve esistere l’educatore specializzato capace di una didattica sezionata ma affiancata da una didattica di metodo globale e di inserimento.

Proprio perché l’inserimento è un momento non semplice, abbisogna di regole e direzioni ben precise.

La danza, come linguaggio non verbale può sfruttare, al contrario di altre attività più astratte, abilità personali pratiche ed espressive offrendo un buon campo di esercitazione che assicuri un minimo di individuale successo.

Premiare il successo: all’interno di una didattica per il bambino svantaggiato, questa deve diventare la parola d’ordine.

Quale danza? La “tecnica”, che in qualità d’insegnante propongo all’interno dei nostri corsi, è quella dell’ Ecole Française de Danse Contemporaine, elaborata in anni di appassionato lavoro da Jerôme Andrews.

“Una danza profonda” come egli stesso la definì che attinge alle emozioni e non solo alle capacità tecniche.

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Webmaster: ernesto giocolano
Aggiornato il 12-04-00.